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"San
Brizio "
A Lui,
Santo Patrono di Calimera, è dedicata la festa più
importante e sentita in paese. Allievo di San Martino, di
cui prese il posto come vescovo di Tours in Francia, sulla
sua venuta a Calimera fioriscono le leggende ma di certo
nel 500 a Lui era già dedicata la Parrocchiale. La
festa del Santo Patrono è occasione di ritrovo in
terra natia per molti calimeresi residenti lontano da casa.
"San
Biaggio"
E' tradizionalmente
il santo protettore della gola ma anche, forse in pochi
lo sanno, dei carbonai: da qui deriva la tradizione di festeggiarlo,
in Calimera, in una radura ai margini dell'antico bosco,
fondamentale elemento di vita per la popolazione. il Santo
è oggetto di venerazione oltre che di festeggiamenti
in altri comuni di Sardegna, Piemonte ed ex Yugoslavia.
"San
Vito "
Al
santo è dedicata un'antica chiesetta al centro della
quale si trova un grande masso con un foro al centro che
richiama il rito propiziatorio della fertilità, di
origine pagana. Ancora oggi, nel giorno della Pasquetta,
i calimeresi si recano nel santuario per compiere il tradizionale
rito del passaggio attraverso il foro.
"Madonna
di Roca"
Il giorno
del primo maggio si svolge da parte dei Calimeresi il tradizionale
pellegrinaggio al Santuario della Madonna di Roca, protettrice
di Calimera. Roca si trova sulla costa adriatica a 15 chilometri
circa dalla cittadina della Grecìa Salentina ed è
il luogo da cui nel '500 la popolazione si spostò
nei paesi di Calimera, Vernole, Melendugno e Borgagne. Per
questo motivo le popolazioni dei paesi prima indicati tornano
ogni anno in pellegrinaggio in quella che ancora sentono
come la loro città. La domenica successiva si svolge
a Calimera, nell'ambito della festa patronale, la fiera
della Madonna di Roca.
"San
Luigi "
Un'antica
festa popolare si svolge a Calimera per San Luigi; è
la festa dei lampioni, le cui origini risalgono probabilmente
al periodo bizantino. Con materiali poveri (canne, spago,
colla, carta velina) vengono realizzati lampioni dalle forme
più svariate: navi, aerei, stelle, campanili, ecc..
Le costruzioni, grandi anche cinque o sei metri, vengono
quindi appese per le strade ed illuminate dall'interno.
In uno scenario da fiaba, si svolge la festa con musiche
e danze popolari.
"Fiera
della Madonna di Costantinopoli"
La fiera
del marcato della Madonna di Costantinopoli segna la ripresa
piena della vita del paese dopo la pausa estiva. Da qualche
anno alla fiera si affianca una serie di manifestazioni,
dalla mostra dei prodotti dell'artigianato locale, ad una
serie di spettacoli, allestiti nei giorni precedenti la
fiera. Alla Madonna di Costantinopoli è dedicata
una chiesetta alla periferia del paese; al suo interno,
un affresco seicentesco mostra, attraverso la foggia dei
vestiti dei due vescovi effigiati, la convivenza del rito
greco e del rito latino.
Fonte:
Quotidiano di Lecce e poggiardo.com

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