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"Cultura"
PASSEGGIARE
PER IL SALENTO
-
Otranto
E'
la città più orientale d'Italia, la città
degli Ottocento Martiri trucidati dai Turchi di Maometto
II nel 1480. Un viaggio nel passato, alla scoperta della
più antica arte e cultura salentina. Si presente
al turista con i suoi vicoletti, memori di un tempo lontano,
con le sue viuzze in basolato, con le sue scalinate che
scendono in piccole piazze. Spiccano il Castello Aragonese,
la chiesetta di San Pietro a croce greca e la Cattedrale
che custodisce le ossa dei martiri e che conserva ancora
integro sul pavimento il mosaico del Prete Pantaleoni
raffigurante l'albero della vita eterna e terrena, mentre
su un affresco nella cripta sottostante, sorretta da 42
colonne, si può ammirare l'immagine di una Madonna
bizantina. Vastissima la scelta degli alberghi, ristoranti
e locali caratteristici.
-Caprarica
di Lecce
 |
Un
centro bizantino nel cuore del Salento.
La
Storia è fatta di strati di terra e di pietra,
prima ancora che di popoli scomparsi, eroi, documenti,
battaglie e armistizi. Sono le pietre che ci parlano del
passato, questa volta in un piccolo centro come Caprarica
di Lecce, posto su un'altura da cui, già in epoca
bizantina, si controllava tutta la zona circostante. Sotto
i resti di una chiesa tardo-rinascimentale, demolita nel
1958 e diventata sede della piazza principale, sono ora
tornati alla luce una necropoli medievale e i resti di
una chiesa databile tra il Duecento e il Trecento, risalente
al periodo bizantino. E non doveva essere insignificante,
vista la presenza tra i frammenti ritrovati di affreschi
di fattura pregiatissima: il più grande rappresenta
un volto di un santo con la barba a punta, forse San Paolo.
La piazza esistente, secondo la memoria popolare, era
nata sui resti della chiesa matrice di Caprarica, dedicata
a San Nicola, che si riteneva cinquecentesca, e che venne
demolita nel 1958 perché in cattivo stato di conservazione.
In realtà, non doveva essere una struttura del
tutto compromessa visto che negli anni '40 e '50 ancora
vi si celebravano matrimoni: solo grazie alle fotografie
ancora esistenti delle cerimonie si è potuta disegnare
una mappa della chiesa abbattuta.