Scorrano
dista circa 38 Km. da Lecce; la sua economia si basa quasi
esclusivamente sull'agricoltura, non avendo il paese, altre
risorse a cui attingere. Solo ultimamente, qualche piccolo
imprenditore del posto ha osato ed ha impiantato alcuni
laboratori di confezioni. Un certo ritorno economico, ruota
attorno alla presenza dell'Ospedale, che garantisce al paese,
presenze e scambi commerciali. Scorrano è di chiare
origini romane, essendo stato fondato dal Centurione Marco
Emilio Scauro, che ebbe in premio queste terre per la sua
fedeltà alla madre patria. Caduto l'impero romano
dovette soccombere alla dominazione dei Barbari, dei Bizantini.
e diversi secoli dopo a quella dei Normanni. Verso la fine
dell'XI secolo, entrò a far parte del Principato
di Taranto, fu poi feudo degli Orsini del Balzo, dei Conti
di Alessano, dei Maremonte, dei Mitussi di Bisceglie ed
infine divenne ducato dei Frisani. Numerose sono a Scorrano
le testimonianze di architetturca barocca: la Chiesa dei
Cappuccini, il Convento degli Agostiniani, costruito nel
XVII secolo che conserva all'interno uno splendido Coro
ed un Pulpito intagliato con estro e maestria da frate Andrea
Monteanni, il settecentesco Palazzo Ducale del Guarini,
la Chiesa della Madonna della Luce.
Al XV secolo risale invece, la Porta Terra. Patrona
di Scorrano è Santa Domenica, festeggiata con grande
solennità il 6 Luglio. Il suo protettorato ebbe inizio
nel '500 e si deve ad una sua miracolosa apparizione. Prima
il patrono era San Salvatore, al quale anticamente era dedicata
la Chiesa Parrocchiale.
Santa
Domenica nacque nel 287 a Tropea in Calabria, figlia di
Doroteo ed Arsenia. Fin dall'infanzia visse in un ambiente
profondamente cristiano e dove la vita quotidiana stessa
era pregna della fede professata. Probabilmente la famiglia
aveva una posizione agiata e di rilievo, se sembra che lo
stesso imperatore si interessò alla questione che
portò Doroteo, Arsenia e Domenica al giudizio. Questo
potrebbe essere confermato anche dal fatto che ai genitori
di Domenica venne risparmiata la vita, in cambio dell'esilio
nella regione dell'Eufrate. Domenica, invece, fu sottoposta
a numerose pressioni e angherie per indurla a rinnegare
la sua fede cristiana. Non solo i vari tentativi risultarono
vani, ma i prodigi operati dalla Santa portarono a conversione
alcuni presenti. Condotta in Campania, fu processata e condannata
al supplizio "ad leones", ma i leoni rimasero impassibili
e divennero addirittura docili davanti alla santa, la pena
fu così mutata nella decapitazione, che avvenne secondo
lo storico Baronio il 6 luglio 303. Il culto della santa
tropeana si diffuse nel sud Italia e in Oriente, perché
i vescovi di Tropea, di rito greca, dipesero come giurisdizione
ecclesiastica dal patriarcato di Costantinopoli. Le spoglie
mortali della santa riposarono per molti anni a Vizzini,
per essere poi traslati nella cattedrale di Tropea, città
della quale è patrona. la festa si svolge in paese
con le luminarie, parazioni che arrivano a 30 metri di altezza
e che attraversano tutto il paese, inoltre come vuole la
tradizione a mezzogiorno si tiene una gara pirotecnica tra
piu ditte di fuochi e la sera del 6 verso le 2 si ha un'altra
gara di luci.
Gli scorranesi sono anche molto devoti alla Madonna della
Luce che viene ricordata solennemente il 13 Dicembre.
In passato
gli scorranesi venivano chiamati cucuzzari ma poi con il
tempo sono stati soprannominati "peti niuri",
forse perchè lavoravano la terre a piedi scalzi e
avevano le scarpe allacciate per le stringe e messe a tracolla.
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