San
Pietro in Lama si trova nella valle della Cupa, a pochi chilometri
da Lecce, ormai si potrebbe considerare sua periferia. L'economia
Sanpietrana punta essenzialmente su due poli; l'agricoltura
e l'artigianato. Famosi anche fuori dall'ambito provinciale,
sono i maestri figuli del posto, che lavorando l'argilla con
estro e con mani sapienti, sanno ricavare forme, le più
disparate possibili e mirano a soddisfare qualsivoglia richiesta.
Il paese è nato probabilmente nel XIII Secolo, per
rispondere ai bisogni ed alle necessità dei coloni
del luogo; si chiamò San Pietro, per ricordare l'apostolo
che qui si fermò, durante un viaggio fatto per evangelizzare
il Salento, per riposare brevemente le stanche membra e per
dissetarsi. Il pozzo a cui attinse, è provato che esisteva
veramente e che si chiamava Pozzo vecchio; per cui ,coloro
che hanno pensato che questa sosta era fola popolaresca, deve
ora andarci cauto. Il Protettore del paese, naturalmente,
è San Pietro che si festeggia la prima domenica di
Luglio. Gli abitanti del paese sono molto legati alla chiesetta
di "Puzzino", la cui costruzione, da un riscontro
oggettivo quale può essere la data su un frammento
di affresco, si può far risalire ad un periodo antecedente
al 1511.
Trovandosi, questa, proprio al confine con Lequile,
si dette vita ad un lungo contraddittori sul diritto di proprietà
della stessa. La Curia leccese intervenne a derimere la questione,
sancendo che proprietario doveva considerarsi il comune di
San Pietro in Lama, ma, se da parte delle autorità,
non si fosse provveduto a restaurare la chiesetta ridotta
a ricovero per gli animali, la proprietà sarebbe stata
assegnata a Lequile. La cappella, recuperata al culto col
concorso dell'intera cittadinanza, ancora oggi è meta
di continui pellegrinaggi. In ossequio all'attività
artigianale più importante del paese, gli abitanti
di San Pietro sono detti "Stumpacrita"; qualche
malelingua, ha avanzato l'ipotesi che l'epiteto faceva riferimento
ad un partcolare aspetto del carattere dei Sanpietrani: quello
di essere poco risoluti ed alquanto inermi.
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