San
Cesario sorge a pochi passi dal capoluogo salentino, nella
depressione della cupa. L'economia locale è composita
basandosi sull'agricoltura, sull'artigianato, sulla piccola
industria e sul commercio. Il paese sorse nel periodo in cui
Lupiae (l'attuale capoluogo) divenne municipio romano e, a
difesa di questo, in punti strategici, furono posti alcuni
accampamenti di soldati. Ritenendo questi luoghi sicuri per
la presenza militare, i coloni della zona decisero di costruire
le proprie abitazioni, dando vita così ai villaggi
di Lequile, Monteroni ed appunto, San Cesario. Un certo sviluppo
demografico nel paese, però, si ebbe solo a partire
dal quindicesimo secolo.
Nel 1190 il re Tancredi accorpò San Cesario alla contea
di Lecce; più tardi, diviso in sezioni, passò
ai Signori Guarini, Boci, Persino, Vaax d'Andrada, quindi
riunificato fu Signoria dei duchi Marulli. Molto bello a San
Cesario è il Palazzo Marulli, costruito nel 1600. Ha
una grandiosa facciata barocca nella quale trovano posto alcune
statue di pregevole fattura; mirabile è il portale
a colonne accoppiate e finemente decorato. Godibile è
anche la chiesa di San Giovanni Evangelista, risalente al
tredicesimo secolo, il cui interno è coperto di affreschi
bizantineggianti. Alla periferia della città sorge
il Santuario della Pazienza che raccoglie le opere naïf-primitive
dell'artista locale Ezechiele Leandro.
Patrono del paese è San Cesario che si festeggia
il 7 novembre. Questo sale agli onori degli altari, per essersi
opposto strenuamente ad un macabro rito pagano che nel primo
secolo prevedeva il sacrificio annuale di un giovane che,
cavalcando un bianco destriero, doveva gettarsi da una rupe
alta 50 metri. Questa decisa opposizione gli valse la prigionia
prima, e poi l'estremo sacrificio. Gli abitanti di San Cesario
sono soprannominati "mangia pasuli", facendo riferimento
alla coltivazione dei fagioli, un tempo molto diffusa nelle
campagne del paese.
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