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Stemma di Poggiardo

Poggiardo è un paese dell'entroterra salentino che dista dal capoluogo circa 42 Km.. Ha un'economia composita: qui, infatti, ben si sposano l'attività agricola con la piccola imprenditoria, l'artigianato locale col commercio. Il paese, secondo il parere alquanto opinabile di alcuni studiosi, nacque sui resti di tre casali vicini, distrutti dai Goti nel 500: Puzze, Soranello e Casicalvi. Opinabile è pure il modo come, secondo gli stessi studiosi, fu scelto il sito dove far nascere il villaggio. Maggior credito si può dare a quanti asseriscono che Poggiardo era inizialmente un posto dove gli abitanti di Vaste usavano tenere i bovini che allevavano; nel 1147, dopo la distruzione di Vaste, gli abitanti trovarono comodo spostare la loro e residenza solo di qualche chilometro e si insediarono a Poggiardo dove, per altro, qualcuno già dimorava. Nel 1343 il paese divenne feudo di Roberto de Pontiaco, poi dei Grimaldi, dei Brancaleone, dei Marinante e dei Guarinii. I Bizantini hanno lasciato numerosi segni del loro passaggio negli insediamenti rupestri di cui è ricca la zona. Il Museo delle Cripte, nella villa Episcopo, raccoglie numerosi reperti ed alcuni bellissimi affreschi provenienti dalla vicina cripta di Santa Maria.
Vaste, attualmente frazione d Poggiardo, è invece un museo all'aperto dove si possono ammirare i tratti di mura megalitiche, risalenti al IV secolo a.C.; poco distante, sulla collinetta dei Santi Stefani, la cripta bizantina omonima, una delle più importanti di tutta la Puglia; sempre nelle vicinanze della collina è stato individuato e riportato alla luce un insediamento preistorico di grande importanza. Il protettore di Poggiardo è Sant'Antonio da Padova che si festeggia nel mese di Luglio; compatrono è San Giuseppe da Copertino. Vaste invece festeggia il suo Patrono, San Gennaro da Thiene, l'8 Agosto. Licca-vddhanzie (Lecca bilance) sono detti i poggiardesi , per ironizzare su una loro prerogativa caratteriale; quella di mettere difficilmente mano a portafoglio o comunque di tergiversare alquanto, prima di farlo.

Interno della Cripta di Santa Maria degli Angeli a Poggiardo
I Tesori della Cripta

I Tesori della Cripta

Interno della Cripta di Santa Maria degli Angeli a Poggiardo
Mille anni dopo la sua creazione l'ipogeo, da tempo privato dei suoi affreschi, meticolosamente e fedelmente restaurato, é stato finalmente ricondotto allo splendido e fascinoso aspetto primitivo.



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Tra natura e archeologia

Un itinerario affascinante alla scoperta dei tesori naturalistici del territorio è quello che si presenta davanti agli occhi di chi si lascia alle spalle il centro abitato e si spinge appena qualche chilometro fuori, verso la campagna di Poggiardo, da seguire, complice la bella stagione.
Da dove partire? Dalla circonvallazione di Poggiardo: qui si può prendere la strada vicinale per la Cripta dei SS. Stefani nei pressi della zona archeologica di Vaste.

Da visitare, sul percorso, oltre alla famosa Cripta dei SS. Stefani, l'Azienda faunistico venatoria "La Falca" e la Pineta Marirossi.

Siamo nell'area messapica di Vaste, ricca di testimonianze archeologiche, come i resti di antiche cinte murarie, grossi blocchi di pietra squadrata sparsi nei campi coltivati così spesso riutilizzati dai nostri antenati contadini per costruire i bei muretti a secco. Ma non solo tracce della civiltà messapica: numerosi sono anche i reperti paleocristiani.
Si possono notare facilmente i resti delle mura che cingevano la Vaste messapica, citata da Plinio e da Tolomeo; qui, nei pressi della cripta, passava un tempo la strada romana Vaste-Otranto (resti del tracciato sono visibili a N della Cripta dei SS. Stefani).
La Cripta dei SS. Stefani, centro di culto di rilievo in epoca bizantina, presenta tre splendidi affreschi dedicati a S. Stefano. Lasciata la zona archeologica si raggiunge l'Azienda faunistica venatoria "la Falca". Coi suoi 300 ettari recintati da un bel "parietone" costituisce una riserva dove, liberi nella rigogliosa vegetazione mediterranea, si ritrovano specie animali oggi quasi estinte nel Salento: tassi, faine, volpi, lepri oltre a numerosi uccelli di passo come tordi, beccacce, upupe, storni. All'interno, anche una cava di bauxite, abbandonata e convertita in pineta.
La Pineta Marirossi, infine, deve il nome alla caratteristica colorazione del suolo rosso per la bauxite.

Tratto dal "Quotidiano"

Affreschi della Cripta SS. Stefani
Gli affreschi della Cripta

 

 

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