Nardò
è il centro più popoloso della provincia di
Lecce. Comprende nel suo territorio sette frazioni: S. Maria
al Bagno, S. Caterina, Villaggio Boncore, Villaggio Resta,
Cenate, S. Isidoro e Pagani. La sua economia, prima basata
esclusivamente sull'agricoltura, ha mutato ora tendenza.
Si comincia ad imporre una cultura industriale e cominciano
a fare la comparsa sul territorio fabbriche tessili, stabilimenti
vinicoli ed oleari, industrie per insaccati. Sempre notevole
resta il contributo dell'artigianato che offre prodotti
di facile uso e di pregevole fattura. Le attività
commerciali sono molte e ben inserite nella struttura sociale,
segno tangibile, delle capacità imprenditoriali delle
maestranze locali, che soddisfano le esigenze anche degli
abitanti del circondario. Nardò è indubbiamente
una città molto antica; Giovanni Bemardi Tafuri,
scrittore del posto, dotto e preparato, formula tre ipotesi
attendibili circa la sua nascita. Nella prima paventa che
il fondatore di Nardò possa essere stato Nereto Salentino;
nella seconda attribuisce alla città origini Assire
o Egizie, nella terza; forse la meno opinabile, asserisce
che a fondare il centro possono essere stati i Coni, popolo
epirese, giunti nel Salento dopo un terribile diluvio che
colpì le loro zone, attorno al 1500 a.C., data questa
credibile, come, fuori discussione è il fatto che
divenne quasi da subito, una città importante; lo
testimoniano
numerosi storici del
tempo
immediatamente successivo, ed ancor più lo dimostra
il fatto che divenne una importantissima stazione sulla
Via Traiana. Nardò conobbe con la caduta
dell'impero Romano un triste declino, che culminò
con la sua distruzione, avvenuta per mano dei Goti. Trovò,
però, la forza per rinascere e per divenire nuovamente
importante tanto che nel 1055 Goffredo il Normanno la volle
tenere per se. Nel 1212 fu feudo dei Gentile. Diverse furono
le famiglie di nobili che ebbero in gestione la città
neretina, ricordiamo le più importanti: D'Angiò,
Orsini del Balzo, Ruffo, Barnabò Sanseverino, Bellisario
Acquaviva, Personè.
Foto scattata nei fondali della incantevole
S.CATERINA di Nardò...perché é bella
anche dentro...dedicata agli amanti dei fondali marini.(Concetta)
Nardò
è una città d'arte sia per il suo barocco,
e per i monumenti. Vanta una bellissima piazza, un'imponente
Cattedrale, nella quale è conservato un pregevole
Crocifisso nero in legno di cedro, costruita dai Benedettini
nel 1090 (la città ancora oggi è sede vescovile).
Famosa è la Chiesa di San Domenico risalente al XV
secolo e restaurata con aggiunte barocche nel XVII secolo;
altrettanto famoso è il Castello, costruito nel XV
secolo da Giovanni Antonio Acquaviva. Celebre, in tutto
il Salento, è l'Edicola detta "Osanna",
un bizzarro stile orientale, costruita nel XVI secolo non
si sa per quale uso. Un discorso a parte merita le fortificazioni
costiere, presenti nel territorio neretino, tutte sorte
attorno al XV secolo come torri di guardia per prevenire
le invasioni dal mare; tutte di impianto quadrangolare o
esagonale, a due o tre ordini rigorosamente evidenziati
da marciapiani, qualcuna costruita a strapiombo sul mare.
Ricordiamo in particolar modo: la Torre Uluzzu (ridotta
ormai allo stato di rudere), la Torre Fiume, la Torre Santa
Caterina, Torre S. Maria dell'Alto, Torre Sant'Isidoro,
Torre Squillace, Torre Inserraglio. Le marine di Nardò
offrono al turista più di quanto possa mai aspettarsi.
E' inutile parlare di Santa Maria, descrivere la bellezza
di Santa Caterina, parlare della natura incontaminata di
Porto Selvaggio; qualsiasi espressione usata per definirle,
anche la più bella finirebbe col fare loro torto.
Certi posti bisognerebbe soltanto visitarli e fissarli indelebilmente
nella memoria. Protettore del paese è S. Gregorio
Armeno che viene festeggiato con grande solennità
il 20 febbraio.
Foto:
Quotidiano di Lecce
Gli
ex deportati a Santa Maria al Bagno alla fine degli anni
Quaranta.
Chiunque
voglia inserire su queste pagine; notizie, informazioni,
foto, date utili o quant'altro possa servire a rendere Webliz.com
più completo e navigabile, può inviare un
e-mail a: redazione@webliz.com,
sarà nostra premura, dopo aver visionato il materiale,
inserirlo in rete compreso, se il segnalatore é daccordo,
il nome, la data e il luogo di chi ha inviato le informazioni.
Saranno prese in esame, anche, eventuali critiche e nuove
proposte per rendere questo database salentino più
utile, completo e navigabile possibile. Grazie per la collaborazione
e buona navigazione.