I
ritrovamenti di testimonianze dell'età del bronzo
e di età neolitica confermano la presenza di insediamenti
precedenti l'epoca messapica. I primi abitanti storicamente
accertati furono però i Messapi, popolo proveniente
dall' IIliria che, a partire dal VI secolo a. C., trasformarono
l'abitato in un centro a carattere urbano con case regolarmente
allineate lungo le strade. Una cinta muraria a blocchi
squadrati, lunga 4 chilometri, racchiude un'area di poco
superiore a 100 ettari. Accanto ad Oria, Rudiae e Ugento,
Muro Leccese è una delle città "maggiori"
della Messapia, e certamente la più grande nel
comprensorio occupato da Vaste, Otranto e Castro, da cui
dista pochi chilometri. Le iscrizioni di lingua messapica
e i materiali antichi, provenienti da Muro Leccese e conservati
al Museo Provinciale di Lecce, danno un'ulteriore conferma
sul ruolo rivestito da questa città anonima nel
Salento Messapico, completamente rasa al suolo dalle truppe
romane nel III sec. A.C. Le vicende del casale fortilizio
ricostruito dopo questa devastazione, sono insignificanti,
se si eccettua la notizia , non del tutto verificata ,
che vuole Muro distrutto nel 924 dai Saraceni nelle loro
scorribande in territorio Salentino. A partire dal 1156
il normanno Guglielmo Bosco fu il primo Principe di Muro;
in seguito Ruggiero figlio di Tancredi conte di Lecce
concesse il feudo ad Alessandro Gothi. La dominazione
sveva e le feroci repressioni operate da Enrico VI durante
la conquista dei territori normanni lasciarono Muro ed
il Salento nella desolazione. Nel periodo angioino il
feudo di Muro appartenne alla casata dei De' Monti marchesi
di Corigliano d'Otranto, che scomparvero da Muro dopo
oltre un secolo di principato, nello stesso tempo in cui
si dileguava la meteora angioina. Alla fine dei Trecento,
sotto Carlo III di Durazzo (1345/1386), Muro venne riservato
alla Corona. All'indomani delle turbolente vicende dei
Durazzo, Muro passò agli Orsìni Del Balzo
principi di Taranto, che delimitarono i confini del feudo
(1438), concedendolo ai Protonobilissimo, casata di origini
tarantine. Costoro furono principi di Muro fino al 1774,
quando la città passò al demanio. Nel 1797
il feudo fu concesso da Re Ferdinando al principe Antonio
Maria Pignatelli di Belmonte: questa casata terrà
il feudo fino al 1854, quando poi la venderà al
Cavaliere Achille Tamborino. Il seguito è storia
recente che vedrà Muro, dopo l'Unità seguire
con coraggio e viva partecipazione le alterne vicende
ed i destini dell'intera Nazione Italiana.