Melendugno
dista 20 chilometri dal capoluogo salentino; ha quattro
frazioni: Borgagne,
San Foca, Torre dell'Orso, Roca. Il paese soddisfa i suoi
bisogni attivandosi in agricoltura dedicandosi alla pesca,
sfruttando sapientemente il turismo La sua nascita risale
all'XI secolo, periodo in cui, queste zone erano infestate
dai pirati saraceni, che venendo dal mare, rapinavano
e distruggevano i villaggi costieri che incontravano.
Gli abitanti di questi casali cercavano rifugio verso
l'entroterra e quando trovavano un habitat confortevole
vi si stabilivano. Melendugno nacque probabilmente in
questo modo, più tardi si aggiunsero gli scampati
del casale Pasulo, distrutto anch'esso dai Turchi, dando
così vita ad un piccolo centro abitato. Protettore
e patrono di Melendugno è San Niceta. D'origine
Gota, Niceta partecipò alla guerra tra Atanarico
e Frigiterno nel IV secolo dopo Cristo. Quando quest'ultimo,
amico dei romani e favorevole all'evangelizzazione, fu
sconfitto. Atanarico scatenò una violenta repressione
e si rese colpevole di stragi nefaste. Vittima di queste
fu anche Niceta che fu sottoposto a numerosi supplizi
e fu ucciso con la pece bollente. Il culto del santo fu
introdotto dalla comunità dei Basiliani. Molti
sono i miracoli che si ascrivono al santo il più
importante è quello di aver preservato il paese
dal terremoto, il 20 febbraio del 1743. Melendugno festeggia
il Santo il 15 Settembre. La tradizione popolare ha affibbiato
agli abitanti di Melendugno, il soprannome di Musi moddrhi
(Musi molli) cioè gente senza carattere, troppo
pacifica ed incapace di venire alle mani; qualità,
questa, che nel mondo contadino era considerata tutt'altro
che una virtù. Benché musi moddrhi i melundognesi
rivelavano una indicibile crudeltà nello scegliere
gli ngiuri(soprannomi) per amici e rivali.
Testimonianze di antiche civiltà sono due Dolmen,
ben conservati, raggiungibili facilmente grazie ad una
segnaletica ben visibile. Il Dolmen Gurgulante si trova
sulla strada per Calimera, è alto 80 cm., è
formato da una lastra di copertura di m. 1,50x2 che poggia
su cinque lastre di sostegno. L'apertura è rivolta
verso Nord, la struttura è grossolana e mostra
accentuati fenomeni di corrosione. Dolmen Placa è
anche questo sulla via perCalimera, è internat(
nella campagna, ma facilmente raggiungibile. E formato
da una lastra di copertura di m. 1,60x1,80 che poggia
su sette lastre che fungono da pilastri, alte circa un
metro. Ha 1'apertura rivolta verso Sud. Testimonianze
che si fanno risalire al XVĄ Secolo ma non per questo
meno importanti sono le fortificazioni. Nell'agro di Melendugno
esistono tre torri di rilevante importanza che danno il
nome all località in cui si trovano: Torre San
Foca: torre della seconda metà del 500, a due piani,
di impianto quadrangolare, completamente ma incautamente
restaurata Torre dell'Orso: torre costiera, anche questa
della seconda meta del 500, a due piani, di forma quadrangolare.
Attualmente é ridotta allo stato di rudere per
il crollo delle facciate e della volta superiore Domina
dall'alto della roccia una bellissima insenatura Torre
Roca Vecchia: sorge a pochi passi dalle mura messapiche
dalla necropoli costiera, dalla bellissima Grotta della
Poesia dove; sono state rinvenute iscrizioni messapiche,
greche e latine. E' una torre costiera della seconda metà
del 500. Quadrangolare come altre due, anche questa ridotta
ormai a fiero rudere di un tempo passato.