La
fontana ellenistica ad esempio, di incerta origine, forse
dell'ultimo periodo di dominazione greca, nel terzo secolo
a.C. E' stata situata in prossimità del ponte che
dà l'accesso alla Città Vecchia; sono raffigurate
sulle sue facciate, immagini delle fatiche di Ercole e le
metamorfosi di Dirce, Salace e Biblide. Pessimo lo stato
di conservazione, dovuto soprattutto alla corrosione e al
vandalismo.
A pochi metri
dalla fontana, il il Santuario del Canneto, il cui nome
é dovuto alla leggenda che vuole il ritrovamento
di una immagine della Vergine Maria tra le canne della palude
vicina. L'edificio fu distrutto da un incendio e ricostruito
per ben due volte nel XVI e XVII secolo.
Attraversando il ponte d'accesso alla Città Vecchia,
costruito originariamente tra il 1603 e il 1607, ma poi
rifatto nella sua struttura odierna negli anni 40, si costeggia
la mole imponente del Castello, di origine romano-bizantina,
poi ampliato e rivisto da Angioini, Aragonesi e Spagnoli.
La sua struttura è rinforzata da un Rivellino, con
funzioni di difesa avanzata verso la terraferma, oggi sede
di un cinema all'aperto.
All'interno del Borgo Antico numerose le chiese e palazzi
di importante valore storico.
La chiesa di S.Maria del Monte Carmelo costeggiante il Palazzo
del Seminario, inaugurato nel 1760, realizzato in carparo
e ricco di fregi e modanature di un elegante barocco. Più
avanti, nella piazza oggi denominata piazza Duomo, la Torre
civica dell'orologio, costruita tra il 1704 e il 1712, accanto
alla basilica Cattedrale intitolata a S.Agata, protettrice
della città. Costruita nella prima metà del
XVII sec., è uno splendido esempio di barocco leccese,
con una facciata in carparo recentemente restaurata; al
suo interno numerose tele dipinte tra il '600 e il '700,
da una schiera di artisti locali e napoletani come Giovan
Domenico Catalano e Giovanni Andrea Coppola.
Di fronte alla magnifica basilica, lo splendido palazzo
Pirelli di stile cinquecentesco, oggi di prorprietà
della famiglia Arlotta - Provenzano: da vedere l'interessante
soffitto, ricco di decorazioni e riferimenti alla dea Minerva,
dell'antico ingresso del palazzo, che gli attuali proprietari
hanno conservato con cura, sede dall'800 di una farmacia.
Nelle vicinanze la Chiesa Conventuale di S. Tersa, con annesso
monastero delle "Teresiane" che vivono in clausura.
Sede oggi della Biblioteca Comunale è l'ex Chiesa
di S. Angelo, sul lato destro del Palazzo D'Ospina, dove
ebbe i natali l'eroina risorgimentale Antonietta De Pace,
che con Garibaldi, fece il trionfale ingresso in Napoli
nel 1860. Del 1760 è il Palazzo Romito, oggi di proprietà
della famiglia Senape - De Pace, mentre di proprietà
della famiglia Fedele è il Palazzo Venneri, esempio
significativo di archittettura seicentesca.
Stupenda è la facciata barocca della facciata tafuri,
in carparo locale, da uno spiccato gusto decorativo e una
minuziosa cura dei particolari.
Accanto al Monastero Claustrale delle Monache di S.Chiara,
oggi sopravvive l'antica Chiesa del SS. Apostoli Pietro
e Paolo, costruita tra il 1598 e il 1600, oggi devoluta
alla Confraternita di S.Giuseppe, nel cui interno si può
ammirare una collezione unica per numero e dimensione, di
dipinti del gallipolino Giovan Domenico Catalano; più
avanti si incontra il Palazzo Pasca-Raimondo, sulla cui
facciata si notano le cornici in un sobrio tardo barocco
dell'ampia balconata e del portone d'ingresso. Proseguendo
alla destra del palazzo, la Chiesa dell'immacolata Concezione
che ospita l'omonima confraternita, costruita nel 1768 e
ricca di dipinti di Oronzo Tiso; uscendo verso le mura incontriamo
la Chiesa di S. Francesco di Paola, del 1630, ingrandita
a cura del Castellano spagnolo di Gallipoli Giuseppe della
Cueva. Interessanti sono i sette altari laterali e l'arco
del presbiterio minutamente decorato in oro zecchino. Proseguendo
lungo le mura, la Chiesa di S.Maria della Purità,
ospitante la Confraternita omonima ricca di dipinti e statue
in legno e cartapesta, alcune utilizzate per la suggestiva
processione del Sabato Santo durante il periodo pasquale.
Ancora lungo le mura incontriamo la Chiesa di S.Francesco
d'Assisi, con all'interno la Cappella degli Spagnoli in
cui furono collocate le statue del buono e cattivo ladrone,
il ghigno particolare di quest'ultimo rimase impresso al
poeta D3Annunzio che ne fece menzione in molti suoi scritti.
Più avanti lla Chiesa con Confraternita di S.Maria
degli Angeli, del 1665, presenta sulla facciata un pannello
maiolicato e all'interno quattro dipinti di Diego Bianchi:
"la moltiplicazione dei pani e dei pesci", "ladisputa
tra i dottori della Chiesa", "le Nozze di Cana".
Ancora la Chiesa del Ss.mo Crocefisso, con Confraternita
del 1741, ospitante la statua del Cristo Morto portato processualmente
per le vie della città nei venerdì della Settimana
Santa. Molto bella è la Chiesa ex conventuale del
Ss.mo Rosario, a pianta ottagonale contenente una serie
di 10 altari laterali e ricca di dipinti del pittore Catalano
nella sacrestia.
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