Il
Comune di Galatina in collaborazione con la Cooperativa
"MILLENIUM" a. r.l., attualmente impegnata nella
gestione e valorizzazione del Museo Civico"Pietro
Cavoti" di Galatina (Lecce), rende noto che il suddetto
Museo é aperto al pubblico dal 11 Marzo 2000. La
struttura é composta da cinque sale e due ampi
corridoi.
Contiene : sculture ed opere grafiche di Gaetano Martinez,
straordinari disegni e acquerelli di Pietro Cavoti, sculture
e documenti antichi risalenti al XIV e XV secolo e reperti
archeologici di epoca messapica. Nei corridoi é
presente una sezione dedicata ai personaggi che hanno
dato lustro alla città di Galatina, ed ancora una
sala contenente l' intera collezione di dipinti sul fenomeno
del "tarantismo" del pittore contemporaneo L.
Caiuli.
Il
Museo P. Cavoti é inoltre attrezzato al fine di
ospitare mostre temporanee di qualsiasi entità
ed argomento .
Mostre
ospitate:
Gaetano Martinez a 50 anni dalla scomparsa. L'artista
e L'uomo.
Oriente-Occidente:
Quali vie per trovare la pace.
Ritratti
salentini. Franco Pinna (1959).
Una
smodata voglia di ballo.Fernando Bevilacqua.
Il
Museo osserva il seguente orario:
Orario estivo:
Da martedì a sabato
ore 9.30-12.30.
Da martedì a domenica ore 18.00-21.00.
Chiusura settimanale: lunedì.
Orario invernale:
Da martedì a domenica
ore 9.00-13.00 Martedì, giovedì, venerdì
ore 16.00-20.00.
Chiusura settimanale: lunedì.
E' disponibile il servizio di visita guidata gratuita,
effettuato dai soci della Cooperativa, previa prenotazione.
Galatina
è un importante centro del Salento, situato a circa
20 Km. dal capoluogo; del suo comprensorio fanno parte anche
le frazioni di Noha, Collemeto e Santa Barbara. Molte dispute
sono sorte sulle sue origini e a tutt'oggi si possono formulare
solo ipotesi. Alcuni studiosi affermano che a fondarla fu
Vidomaro, condottiero dei Galli, altri asseriscono che la
sua nascita si deve ai Tessali e che il toponimo deriva
da Galatena, loro città di provenienza. Qualcuno
azzarda il nome di Galata, figlia di Teseo, qualcun' altro
quello dell'ateniese Lizio Idomeneo. Nel corso dei secoli,
la cittadina è appartenuta a diversi Signori, fu
quindi, accorpata alla contea di Soleto e ne seguì
per molto tempo le sorti. L'economia cittadina è
basata sull'agricoltura che vede una buona produzione d'olio,
vino e tabacco. Ben sviluppato è anche l'artigianato
che si basa sulla lavorazione del cuoio, del ferro, della
ceramica e sul ricamo. L'industria è presente con
imponenti cementifici e stabilimenti tipografici. A Galatina
vi sono diverse chiese belle, antiche e trasudanti di storia
da ogni pietra di cui sono composte; di grande interesse
quella di Santa Caterina d'Alessandria che è uno
dei pochi, rari esempi di stile gotico di tutto il Salento,
fu fatta costruire da Raimondello Orsini del Balzo intorno
al 1384 e terminata nel 1391 per volontà del figlio
Gian Antonio. Di stile barocco è invece la chiesa
di San Pietro e Paolo che sfoggia una maestosa facciata
d'ineguagliabile bellezza. Molto nota è anche la
chiesetta di San Paolo, dove ogni anno si riuniscono i "tarantati"
che qui danzano sulle note di una musica sfrenata ed incalzante,
fino all'esaurimento fisico; un fenomeno, questo, tuttora
sospeso tra isterismo e antichi rituali di origine magica.
Galatina ha dato i natali a molti personaggi illustri, tra
questi i pittori Mosè Lillo e Gioacchino Toma, lo
scultore Gaetano Martinez e il filosofo Pietro Siciliani.
Patroni di Galatina sono i Santi Pietro e Paolo, i loro
festeggiamenti si tengono il 27, 28, 29 Giugno.
Entrambi hanno lasciato segni tangibili della loro sosta
nel paese. San Paolo, fu ospite di un abitante di Galatina
e, grato per l'accoglienza, diede all'uomo ed ai suoi discendenti
il potere di guarire tutte le persone che, morse dalla tarantola
(piccolo ragnetto dal morso velenoso ma non mortale) a loro
si rivolgevano. E' assolutamente documentata, anche la visita
a Galatina di S. Pietro apostolo, che qui si fermò
reduce dal viaggio in Antiochia nel 42 dopo Cristo. Per
ricordare l'avvenimento i Galatinesi gli dedicarono la chiesa
Madre e, per un certo periodo, cambiarono anche il nome
del paese, chiamandolo San Pietro in Galatina. Nella chiesa
Matrice è tuttora conservata la pietra sulla quale
il Santo riposò le sue stanche membra. Gli abitanti
del paese vengono soprannominati "Cuccuasci" (nel dialetto
locale cuccuascia è la civetta), ironizzando sopra
una peculiarità del loro carattere, quella cìòè,
di essere creduloni. I galatinesi sono chiamati anche "Carzi
larghi" (spacconi). Sempre più importanza a livello
nazionale assume l'annuale Fiera dell'Artigianato che da
qualche anno ha un suo quartiere fieristico.
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