SI
DICE
San
Nicola é il protettore del paese. La venerazione
per il Vescovo di Miria é radicata in molti paesi
salentini anche perché da molti é ritenuto
il Santo della Provvidenza. Una leggenda vuole che San Nicola
facesse il contadino propio in alcuni terreni che appartenevano
al diavolo. Gli accordi tra i due prevedevano che al momento
del raccolto il padrone avrebbe esercitato il diritto di
scelta. Il Santo contadino il primo anno piantò patate
che crebbero rigogliose. Al momento del raccolto, il diavolo
poco informato sulla patata; si lasciò suggestionare
dalla pianta verde e rigogliosa e, sicuro che il meglio
si potesse ottenere da questa, ordinò ai suoi servi
di raccogliere tutte le piante e di lasciare a San Nicola
tutte le radici. Quando gli fù spiegato il madornale
errore fatto, il diavolo pensò che si sarebbe rifatto
l'anno successivo. Il secondo anno Nicola pianto pomodori;
al momento del raccolto Belzebù, pensando a quello
che gli era successo l'anno precedente rifiutò i
rossi e succosi frutti e prese per se le radici. Bell'affare!!!
Questo avvenne per diversi anni e San Nicola ogni anno divideva
il ricavato della Provvidenza Divina tra i poveri e gli
indigenti.
Secondo
alcuni studiosi Aradeo ebbe i natali ad opera di abitanti
di Galatina o di Nardò, i cui casali erano stati
distrutti dai Saraceni intorno alla metà del IX sec.
Riconoscenti a Dio, vollero dare al villaggio il nome di
ARA-DEI, da cui il nome di Aradeo, cioé "Altare di
Dio", assumendo a emblema, oltre all'altare, anche l'ostia,
il calice e i candelabri, tutti simboli della cristianità.
Secondo altri, invece, Aradeo avrebbe origini più
remote, risalenti al tempo dei Greci, definendolo "Terra
abitata nei tempi antichi dai Greci ".
C'é chi sostiene che il nome Aradeo derivi dal greco
aratàion, ossia "dominio di Aratos", mentre altri
studi attribuiscono al nome origine greco-bizantina, charadreòn,
cioé " terreno, luogo solcato da torrenti o da fossi",
il cui esito finale sarebbe stato Aradeo, confortato in
ciò anche dalla presenza in loco di alcuni toponimi
(Fontana, Pozzello, Pozzi dolci...) che rimandano all' esistenza
di sorgenti di acqua affiorante a pochi metri dal sottosuolo.
Dalla dominazione bizantina, nell' XI sec., Aradeo passò
nel tempo a quella normanna, sveva, angioina, sino a quando
R.Orsini Del Balzo, principe di Taranto, non cedette il
feudo di Aradeo al convento e all' ospedale francescani
di S. Caterina d'Alessandria in Galatina. Dal 1494, per
volere del re di Napoli Alfonso II d'Aragona, Aradeo, unitamente
ad altri feudi del Salento (Bagnolo, Collemeto, Torrepaduli,
ecc.), passò sotto la giurisdizione dei Monaci Benedettini
Olivetani, i quali per oltre tre secoli amministrarono il
feudo col titolo e la dignità di baroni. Infine,
con l' abolizione delle feudalità e la soppressione
degli ordini monastici possidenti avvenute in epoca napoleonica,
Aradeo, tornò ai Borboni del Regno di Napoli sino
al 1861 per seguire le vicende del Regno d' Italia. A testimonianza
della secolare presenza degli Olivetani in Aradeo, rimangono,
oltre ad alcuni toponimi (Oliveto o Feudo, Olivano, Santa
Caterina, Santa Francesca...), anche il Palazzo Baronale
di P.tta Grassi, la Colonna e la statua di San Giovanni,
la " Corte"... Di altre chiese ed oratori, invece, anteriori
o dello stesso periodo (Chiesa Matrice, SS. Crocefisso,
Madonna di Costantinopoli, Santa Maria delle Grazie), oggi
non rimane più alcuna traccia, essendo stati, in
tempi più o meno recenti, molto frettolosamente,
abbattuti.
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